E’ iniziato tutto con una visione: il software non come prodotto da vendere e di cui custodire i segreti, ma come risorsa condivisa a vantaggio di tutta la collettività.

Questo sogno ha trovato la sua incarnazione nel progetto GNU, che mirava a creare un intero sistema operativo fatto di programmi aperti, dove per aperto si intende il fatto che non solo il software è gratuito, ma chiunque può avere accesso ai suoi sorgenti (in parole povere, la “materia prima”) sia per contribuire al suo miglioramento che per crearne un nuovo clone.

Avviato nella prima metà degli anni ’80, il progetto GNU è cresciuto, aggregando a sé parecchie persone che hanno contribuito allo sviluppo di nuovo software.

L’obiettivo di creare un sistema operativo completo era quasi raggiunto. Mancava però la parte più importante: il kernel, cioè il motore che fa funzionare tutto.

Lo sviluppo di un kernel non è cosa semplice, tuttavia, tant’è che la community stava lavorando da anni su un progetto del genere senza però aver ancora ottenuto un risultato concreto.

Siamo arrivati all’inizio degli anni ’90 e all’università di Helsinki Linus Torvalds, allora studente, inizia a lavorare sul progetto di un kernel, inizialmente molto ridotto ma cresciuto rapidamente. Tale kernel è Linux, e sarà lui a trasformare GNU in un vero sistema operativo.

Giunto oggi alla versione 3, linux è apprezzato per la sua stabilità, flessibilità e per il fatto che, essendo libero, può assumere parecchie forme per i più disparati usi.

Avete un cellulare Android? Alla sua base c’è una versione modificata di Linux! Lo stesso discorso vale per molti router e dispositivi.

Distribuzioni

Se cercate i CD per installare GNU/Linux sul vostro PC, non avrete vita facile. Il progetto GNU è infatti un qualcosa di astratto, che trova la sua concretizzazione nelle varie distribuzioni.

Ogni distribuzione raccoglie Linux e i vari software, combinandoli in modo diverso per venire incontro a diverse esigenze. Abbiamo così distribuzioni più o meno semplici da utilizzare, per un utilizzo generico o orientate ad ambiti specifici, complete di tutti i programmi oppure snelle, per mantenere utilizzabili i computer più datati.

Alcune tra le distribuzioni linux più famose sono ad esempio Ubuntu, OpenSUSE, Fedora, Mandriva, ma non sono le uniche: se ne possono contare a centinaia!

Negli ultimi anni Ubuntu ha conosciuto un successo esponenziale, anche in ragione della sua semplicità d’uso che ha fatto sì che Linux diventasse più alla portata di tutti.

La storia del Pinguino, tuttavia, insegna che a decretare il successo di una distribuzione sono gli utenti, che reagiscono in base alle politiche adottate da chi la produce. Nessuno può quindi stabilire a priori l’andamento di una distribuzione.

Nonostante le distribuzioni siano diverse, molti dei programmi proposti sono comuni tra loro, quindi esiste compatibilità tra di esse.

Vantaggi e svantaggi

Chi produce software open-source non ha tendenzialmente fini di lucro. Molti progetti sono sviluppati da comunità di persone che vivono in parti diverse del globo, quindi la collaborazione tra di esse favorisce la circolazione delle idee e lo scambio culturale.

Tuttavia, problematiche come la frammentarietà delle comunità di sviluppo e il non avere aziende che investono in progetti giudicati di “Serie B” fanno sì che il software open-source porti con sé bug e spesso sia un passo indietro rispetto alla concorrenza commerciale.

La difficoltà ad avere supporto tecnico di qualità, inoltre, fa sì che non sempre l’abbattimento dei costi iniziali possa trovare continuità nel lungo termine.

Il software open-source si scontra inoltre con le politiche di chiusura di molti produttori di applicazioni proprietarie, cosa che rende talvolta difficile garantire l’intercompatibilità.

Queste problematiche sono un importante freno alla diffusione del software open-source, sebbene esistano numerosi casi di aziende che hanno fondato la loro infrastruttura sul software libero e ne hanno ottenuto vantaggi.

L’utilizzo di linux in case ed uffici è diffuso tra utenti appassionati e con una certa dimestichezza con il PC. In ambito professionale è invece molto apprezzato per la realizzazione di server e per utilizzi tecnici specifici.

Se l’idea di provare Linux vi stuzzica, pubblicherò a breve guide all’installazione e all’utilizzo.

Il software open-source divide il mondo dell’informatica tra chi ne desidera la diffusione e chi preferisce il software proprietario, ritenendo quest’ultimo di maggior qualità.

In ogni caso non vale la pena litigare: il software libero è una realtà esistente, percorribile, e soprattutto solleva il dibattito su tematiche quali gli standard (aperti) e la libertà informatica.