Ben ritrovati! Gli impegni e le incombenze mi hanno tenuto per un po’ lontano dal mio blog, ma eccomi di nuovo qui.

Stavolta scrivo per denunciare alcuni fatti che sono successi ad alcuni amici e che coinvolgono uno tra i più famosi siti di recensioni per viaggiatori: TripAdvisor.

Il primo caso riguardava i proprietari di un agriturismo, che si sono ritrovati sulla loro pagina di TripAdvisor una recensione che andava ben oltre l’essere negativa: si accusava il locale di aver fatto star male tutti i commensali invitati a una cerimonia e, cosa assai grave, si parlava di un’indagine dei NAS in corso. Ovviamente non era in corso alcuna indagine e, anche lo fosse stato, non se ne sarebbe dovuto parlare fino al suo completamento.

Non era l’unica recensione negativa sul locale, ma le altre erano comunque educate e rispettose, mettevano in luce gli aspetti ritenuti da migliorare, erano insomma le classiche critiche costruttive.

Fortunatamente tutto si è concluso per il meglio: abbiamo parlato con lo staff di TripAdvisor e, comunicando l’intenzione del cliente di intraprendere un’azione legale, siamo riusciti ad ottenere l’eliminazione di quella recensione che non era negativa, ma diffamatoria.

Il secondo caso è invece arrivato a noi proprio oggi, ed è ancora più grave perché chi l’ha ricevuta (un altro amico) nemmeno sapeva di avere una pagina sul sito che parlava della sua attività.

Ha scoperto per caso non solo l’esistenza della pagina in questione, ma la presenza di una recensione che lascio a voi giudicare:

La pagina del locale contiene solo il nome del locale e la sua ubicazione, nemmeno una foto, e solamente la recensione che vi ho appena mostrato, calunniosa e offensiva nei confronti del proprietario. (Tra l’altro, nel mese a cui la recensione si riferisce, era chiuso!!!).

Non sta a me cercare di convincervi che quanto scritto sia falso o vero, nemmeno io conosco bene l’attività e l’intenzione di quest’articolo non è confutare la recensione, cosa a cui provvederà il diretto interessato tramite un’azione legale.

Desidero invece mettere in luce alcuni punti di riflessione sui danni che siti come TripAdvisor possono creare, a volte senza che chi li subisce se ne renda conto:

  1. Non esiste un controllo sull’identità di chi lascia le recensioni (a cui si può comunque risalire con l’intervento della Polizia Postale) e di conseguenza chiunque può con estrema facilità creare un account falso con cui rilasciare le affermazioni che vuole.
  2. A obiezione del primo punto si potrebbe dire che se una recensione è infondata ce ne saranno altre positive che la screditano. Purtroppo non sempre è così, esistono attività che hanno esclusivamente recensioni negative create di proposito perché loro e i loro clienti non usano TripAdvisor.
  3. Soprattutto quando si parla di ristorazione e aziende artigianali, esistono attività (la realtà delle Langhe ne è piena) i cui gestori usano poco o niente il computer, e nemmeno sono a conoscenza di avere su Internet delle pagine che parlano di loro. Con quale diritto lo staff di un sito si permette di aggiungere una pagina in grado di ospitare recensioni senza il consenso del proprietario? La persona con cui ho parlato oggi aveva la recensione da mesi, l’ha scoperto solo qualche giorno fa su segnalazione di terzi.

Sicuramente TripAdvisor è un sito utile, io stesso lo consulto quando devo scegliere un ristorante o un hotel. E conosco proprietari di hotel e agriturismi che lo usano per fare business è sono contenti.

Sono però dell’idea che sia necessario disciplinarne l’uso. Chi rilascia recensioni non deve essere anonimo e deve essere rintracciabile per avere la responsabilità di quello che scrive. Così come le attività che non sono interessate ad essere presenti su TripAdvisor non devono rischiare che a loro insaputa ci siano pagine che parlano di loro, in positivo o in negativo che sia. Solo chi si iscrive al sito accetta di stare al gioco dei feedback.

Dopotutto la calunnia è sempre esistita, ma protetta dall’anonimato (apparente) del web rischia di diventare ancora più subdola e diffusa.