Una schermata di LibreOffice sotto Linux

Una schermata di LibreOffice sotto Linux

Era il 2010 quando The Document Foundation, organismo open-source e non-profit, decise di creare un nuovo ramo della suite OpenOffice, che dopo quasi 20 anni di esistenza soffriva del disinteresse di Oracle, subentrata a Sun nella gestione del progetto.

Nel giro di 4 anni LibreOffice ha raggiunto una nuova major-version (la 4) e ha saputo differenziarsi dall’applicativo originale con diversi miglioramenti che lo rendono in grado di competere con Microsoft Office, almeno sulle funzioni di uso comune.

Gli applicativi forniti sono 6: un elaboratore di testi (write), un foglio di calcolo (calc), un software di presentazioni (impress), un database (base), un programma di disegno (draw) e un editor di formule matematiche (math).

Il formato utilizzato dalla suite è l’ODT, uno standard internazionale compatibile con altri programmi, tra cui Microsoft Office.

Per quanto riguarda i formati della suite Microsoft, il supporto è buono, e migliora di versione in versione.

Nei rilasci precedenti la Document Foundation ha lavorato sulla pulizia del codice sorgente del software, che a causa della sua vecchiaia aveva problemi di performance, ridondanza e obsolescenza. Il nuovo LibreOffice è così diventato più rapido e leggero.

Le ultime versioni hanno visto un lavoro di riorganizzazione dell’interfaccia utente, con l’introduzione di un nuovi temi di icone e una nuova finestra iniziale più chiara e gradevole.

LibreOffice ha ormai sorpassato il suo cugino OpenOffice (passato ora in mano alla Apache Foundation) in diversi settori, diventando la suite predefinita in molte distribuzioni Linux.

La stabilità è molto buona, così come il supporto alle principali piattaforme desktop (tra cui Windows, Mac e Linux).

Naturalmente ci sono ancora diversi punti da migliorare, ma la community è abbastanza viva da poter continuare l’ottimo lavoro. Tra le novità in arrivo ci sarà un nuovo motore per Base, basato su Firebird (un database particolarmente apprezzato per performance e robustezza), insieme ad altri piccoli miglioramenti che aumenteranno progressivamente la qualità e l’usabilità del prodotto.

Spero che questa piccola introduzione vi abbia fatto venir voglia di provare LibreOffice, di cui riporto i link al sito ufficiale di seguito, ricordandovi che potete installarlo a fianco di Microsoft Office senza che interferisca con esso.

 

Scaricalo dal sito ufficiale »