smartwatchIl debutto e la diffusione a macchia d’olio degli smartphone ha aperto una nuova frontiera: quella in cui la tecnologia riesce a seguirci ovunque noi andiamo, senza essere limitati a una postazione fissa o a un oggetto “ingombrante”.

Una rivoluzione tutt’altro che al culmine, tant’è che la prossima ondata sarà quella dei cosiddetti wearables, cioè i gadget indossabili o addirittura impiantabili nel nostro corpo.

Alcuni di essi sono già realtà: si chiamano smartwatch, si portano al polso come orologi e permettono di buttare l’occhio su brevi notifiche, ma anche di cambiare la traccia audio in ascolto o eseguire app, limitatamente alle ridottissime dimensioni del loro display.

Arriveranno invece a breve i Google Glass, speciali occhiali in grado di arricchire il campo visivo di chi li indossa con dettagli provenienti da Internet e i servizi che usiamo: quella che, in gergo, si chiama realtà aumentata. In pratica basta guardare l’entrata di un ristorante per veder apparire una nuvoletta virtuale con dettagli, commenti e recensioni.

Tutto questo rappresenta però solo una piccola fetta di ciò che sarà possibile usare entro pochi anni: chip sottopelle, sistemi di identificazione biometrici, vestiti in grado di rilevare i nostri parametri corporei.

Questi gli ingredienti per un futuro ormai prossimo ricco di sfide entusiasmanti e possibilità, ma anche di insidie.

Il primo problema da risolvere sarà quello legato alla privacy: i gadget indossabili renderanno possibile filmare e registrare, senza farsi notare, qualsiasi momento della giornata. E se i semplicisti potrebbero argomentare con il detto “male non fare, paura non avere”, l’idea che qualsiasi parola o gesto possa essere usata e strumentalizzata potrebbe far storcere il naso a molti altri.

Inoltre, se disgraziatamente ci ritrovassimo a vivere in un regime non democratico, immaginate il controllo smisurato sulle vite di ognuno che avrebbe chi detiene il potere!

Altra questione importante riguarda la salute: al momento sono ancora dibattuti gli effetti che le onde elettromagnetiche hanno sul corpo umano nel lungo termine. Probabilmente la risposta definitiva arriverà tra alcuni anni, ma pensate come sarà avere un’antenna sempre presente a pochi millimetri dal cervello!

In ogni caso è ancora molto presto per fare previsioni. Negli anni ’60 immaginavano il futuro come fatto di case sulla luna e automobili volanti, ma nessuno, ad esempio ha immaginato la rivoluzione che Internet, Web e social network avrebbero portato. E la stessa idea di progresso varia in base ai cambiamenti dei gusti, degli stili e della mentalità delle persone che vivono in una determinata epoca.

Alla prossima!