Canone RAI, ecco le nuove regole

Il canone RAI è un tema scottante, che divide l’opinione pubblica tra chi ritiene giusto contribuire ad avere una televisione pubblica e chi farebbe invece volentieri a meno di pagarlo (e vorrebbe una RAI privatizzata).

Che piaccia o no, dal 2016 la tassa per il possesso di un televisore (e non solo) si pagherà nella bolletta dell’energia elettrica: un provvedimento che darà un colpo di spugna ad un’evasione che in alcuni comuni supera il 90% della popolazione. Si pagherà tutti, si pagherà di meno, almeno secondo quanto auspica l’attuale Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

In questo articolo faremo chiarezza su cosa cambia e quali sono le nuove regole per il pagamento del canone RAI.

Innanzitutto, sfatiamo il mito secondo cui chi ha più case dovrà pagare più canoni: l’importo sarà addebitato sulla sola fornitura elettrica della prima casa in una voce a parte. 16,66 euro a bimestre, 100 euro l’anno. Una cifra che potrebbe ridursi ulteriormente negli anni a venire in seguito al maggior gettito in entrata nelle casse erariali.

Tenuti al pagamento sono tutti coloro che dispongono di un apparecchio televisivo oppure un computer e un contratto telefonico con linea fissa. Sono invece esentati coloro che si collegano ad Internet tramite smartphone e tablet con un piano dati in rete mobile.

Chi intendesse beneficiare dell’esenzione potrà avvalersene con un’apposita auto-dichiarazione da inviare all’Agenzia delle Entrate, fermo restando la possibilità per lo Stato di eseguire controlli. In tal modo sarà possibile pagare, senza ricorrere però a domiciliazione bancaria e sistemi automatici, la sola componente elettrica della bolletta, chiaramente divisa dal canone.

Gli evasori del nuovo canone saranno perseguibili con sanzioni fino a 500 €, cioè 5 volte il canone non pagato. E’ altresì prevedibile che chi dichiarerà in mala fede di non possedere un televisore o un PC potrà essere perseguibile penalmente per il rilascio di una dichiarazione mendace.

Concludendo, è giusto pagare un canone per mantenere un servizio televisivo pubblico? Forse sì, forse no, è una questione di punti di vista. E’ però fondamentale che, finché esisterà il canone, tutti i cittadini lo paghino, paghino meno ed esigano dal servizio pubblico la qualità e la trasparenza che ogni servizio pubblico dovrebbe avere.

Voi cosa ne pensate? Ditelo nei commenti!

Author: Federico Flecchia

Classe 1991, sviluppatore web e docente di laboratorio tecnologie informatiche. Ha fondato il blog di Living in 2k per condividere la sua passione e diffondere un po' di cultura informatica. E' laureato in Scienze dell'Amministrazione e Consulenza del Lavoro. Segni particolari: sognatore, poliedrico.

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